CRONACA DI BADOLATO

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Quello stemma che sventola su castello Gallelli di Badolato
12/11/2022
Percorrendo la strada che dalla marina conduce al medioevale borgo di Badolato (uno dei più belli d'Italia), il viaggiatore si imbatte inevitabilmente in un castello che domina la campagna circostante, nonchè proprio il passo che conduce al detto borgo. Fortificato da 5 torri merlate, e potenziato da 28 feritoie, si tratta di una fortezza in stile neogotico edificato dai baroni Gallelli di Badolato nel XIX secolo, al centro del loro latifondo di 630 ettari. Rimasto da sempre nel patrimonio di famiglia, e abitato tutt'oggi dai discendenti, castello Gallelli è in ordine cronologico la fortificazione più recente del casato, dopo il castello normanno eretto in Badolato borgo, forte Giambartolo, forte Zangares, e forte del Mandrile, tutti edificati all’interno della baronia di Badolato quali esempi di incastellamento del territorio, al fine di controllare e difendere i loro possedimenti terrieri. I castelli sono sorti nel X secolo con Carlo Magno (re dei Franchi) e in 1000 anni e se ne sono costruiti di tutti i tipi e dimensioni, piccoli, medi, grandi, e giganteschi, fino praticamente alla fine del 1800. Il castello è un tipo di struttura fortificata con torri, feritoie, in altri casi con più cinta murarie, fossati, e ponti elevatoi, eretti in età medioevale quale dimora e difesa dei nobili proprietari di terre e dei signori feudali, oltre che da ordini cavallereschi. Ciò lo distinguerebbe, in termini lessicali, da un palazzo, che non è fortificato; da una fortezza, che non sempre era residenza di reali o nobili; da un maniero, perché, pur essendo sovente dotato di piccole mura o cancelli, non è adeguatamente fortificato. Ad uno sguardo più attento, sul pennone della torre più alta di castello Gallelli, si scorge uno stemma araldico che sventola fiero in balia dei venti. Lo stemma dei baroni Gallelli di Badolato, non è solo l’antico simbolo distintivo di questa famiglia, ma è oggi anche il loro marchio per le loro attività imprenditoriali, sportive e culturali. Lo stemma infatti è registrato presso la camera di commercio come simbolo dell’ azienda agraria di famiglia, e delle loro associazioni sportive. L’attuale stemma fu modificato da un Franciscus Gallello alla fine del 1500, probabilmente inseguito al trasferimento in Calabria del casato, ed è successivo a quello originario dei Gallelli a Zara, che vedeva un gallo argento, su scudo rosso, fermo su tre cime verdi. Blasonatura: troncato nel primo d’oro, all’aquila spiegata di nero coronata, rostrata e armata del campo, linguata di rosso, movente dalla troncatura. Nel secondo d’oro, alla terrazza di verde sostenente una volpe salente al naturale, con la testa rivolta e sinistrata da un gallo della volpe passante, imbeccato, crestato e barbato di rosso. Le tre bestie simboleggiano: Audacia, Astuzia, Sveltezza. Ma cosa sono gli stemmi araldici? Chi poteva usarli? Perchè gli stemmi sventolano sui castelli? Uno stemma araldico è l'insieme di scudo ed ornamenti esteriori di un'insegna simbolica gentilizia, nazionale o civica. Lo scudo è un elemento necessario dello stemma: si tratta di un elemento grafico che consente, in prima approssimazione, di richiamare alla mente, con immediatezza e precisione, varie organizzazioni o individui come una persona, una famiglia, un gruppo sociale, un territorio. L'origine degli stemmi è sicuramente militare, risalente al periodo in cui i combattenti dei vari eserciti non avevano divise che consentissero di distinguere agevolmente un gruppo dall'altro e, soprattutto, erano organizzati in unità strettamente legate ad un signore o capitano, per cui l'individuazione del capo era sufficiente per identificare tutto il gruppo. Col feudalesimo lo stemma issato sul castello del signore, era inoltre il segno che egli era in sede, ed era quindi possibile essere ricevuti per esporre le varie problematiche locali. Diversamente quando lo stemma era ammainato, era segno che il signore non era a castello. Una consuetudine che non è andata persa ai giorni d’oggi, infatti se si visitano varie regioni Italiane, in particolare la Valle da Osta (ove vi è la più alta concentrazione di castelli), ci si imbatterà in vari manieri che sventolano gli stemmi delle locali casate (es. Castel Coira). Questa consuetudine diffusa in tutta l’Europa medioevale, venne successivamente adottata anche dai capi di stato di tutte le nazioni moderne. Fonte: Annuario della Nobiltà Italiana -edizione 2020.

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