CRONACA DI BADOLATO

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Incendio doloso sui terreni dei baroni Gallelli di Badolato
11.08.2022
Nella giornata di ieri verso le ore 15.00 circa, ignoti hanno appiccato un incendio sul ciglio della strada che costeggia due fondi agricoli di proprietà dei baroni Gallelli, siti a Badolato marina in località Chianti. L’incendio ha interessato un oliveto bruciando alcune piante, nonchè un altro fondo limitrofo coltivato a seminativo, sempre di proprietà dei baroni di Badolato. Nessun altro fondo agricolo di proprietà dei vicini è stato interessato dal fuoco, prova del fatto che chi ha appiccato l’incendio, lo ha fatto unicamente per danneggiare proprio gli appezzamenti di terreno di proprietà dei baroni di Badolato. Solo grazie alle pulizie stagionali degli operai della loro azienda agricola, l’incendio si è estinto dopo aver bruciato alcune frasche a bordo strada. Sul posto sono immediatamente intervenuti i proprietari, che sono stati successivamente avvicinati dalla signora Lidia Gallelli -macineju (figlia del boss d’ndrangheta Vincenzo Gallelli, e dal di lei marito Giacomo Nisticò, questi ultimi due arrestati all’alba del 07.12.2017 nella retata denominata operazione Pietranera, proprio a seguito delle estorsioni subite dai baroni Gallelli di Badolato, a firma del procuratore Nicola Gratteri). Costoro abitando nei pressi dei fondi interessati dall’ncendio, hanno minacciato di denunciare gli stessi baroni Gallelli, qualora quest’ultimi non avessero (secondo loro) provveduto alla pulizia dei loro terreni. Alla luce dei fatti esposti, sorgono spontanee alcune domande: 1-come mai parenti di un boss detenuto e (condannato in via definitiva per ‘ndranheta) minacciano di denunciare le loro vittime (colpevoli secondo loro di non aver pulito i loro terreni, pur vedendo che il fuoco è invece stato appiccato dolosamente sul ciglio di una strada comunale, la cui pulizia è invece di competenza demaniale)? 2-siamo forse all’inizio di una nuova strategia del clan Gallelli-macineju, volta a denunciare i baroni Gallelli di Badolato (per presunte non pulizie del loro latifondo)? In conclusione membri riconducibili al detto clan appiccano il fuoco sui fondi dei baroni di Badolato, per poi denunciarli per mancata pulizia degli stessi? Non a caso a partire dal 2021 proprio l’imputato Francesco Larocca (arrestato anch’egli all’alba del 07.12.2017 e quindi condannato in primo e secondo grado a 4 anni di reclusione per estorsione nei confronti dei baroni Gallelli di Badolato, assieme ad altri membri del Clan Gallelli-macineju, nonchè attualmente impiegato presso il Dipartimento agricoltura e risorse Agroalimentari UOA-Foreste, Forestazione, Difesa del Suolo-Catanzaro) ha stalkerato i baroni Gallelli, strumentalizzando la pubblica amministrazione, presentando infatti continue denunce ed esposti contro i baroni, che si sono tramutate in controlli, verifiche, sopralluoghi, missive dell'ASL, l'ASP, il Ministero per le Politiche Agricole, il Ministero per il Sud e la coesione territoriale, il Dipartimento degli affari regionali e le autonomie, ICQRF -ufficio periferico di Napoli, UOA-Politiche per la Montagna, Foreste e forestazione, difesa del Suolo, Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari, nonchè non ultimo l'ufficio tecnico del Comune di Badolato. Tutti provvedimenti che sono stati smontati pezzo per pezzo dagli avvocati e tecnici dei baroni, cadendo alla fine in un nulla di fatto. Veduta la gravità della vicenda i baroni Gallelli hanno sporto una nuova denuncia alla Procura della Repubblica. Fonte: denuncia.
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