CRONACA DI BADOLATO

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A castello Gallelli di Badolato l'annuale commemorazione per papa Giovanni -X Cenci
28/05/2026
La cappella di Sant’Anna dei Parafrenieri, all'interno di Castello Gallelli, rinnova come ogni 27 maggio dal 2007 la memoria di Papa Giovanni X Cenci (Tossignano, c. 860 – Roma, 929), a 1095 anni dalla sua scomparsa. Lo storico Pontefice appartiene all'asse genealogico diretto della Principessa Fabiola Cenci Bolognetti di Vicovaro (nata a Roma il 7 aprile 1954), la cui madre è Giovanna Malvezzi Campeggi dei marchesi di Dozza e il cui padre era il Principe Don Paolo Cenci Bolognetti di Vicovaro, già membro della Guardia Nobile Pontificia. Dall'unione tra Donna Fabiola e il nobile Stefano dei baroni Corsi di Turri e Moggio (nato a Roma il 30 giugno 1945, laureato in Economia e Commercio) è nata Isabella dei baroni Corsi di Turri e Moggio (Roma, 27 novembre 1976), dottoressa in Scienze Politiche conseguita all'Università La Sapienza di Roma. Il 9 giugno 2007, nella Chiesa romane di San Domenico e Sisto, la nobildonna Isabella si è congiunta in matrimonio con il barone Ettore Gallelli di Badolato. Il rito è stato officiato da S.E. Monsignor Karel Kasteel, Decano dell'Anticamera di Sua Santità, ed è stato accompagnato dalla benedizione autografa di Papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger), il quale ha omaggiato la coppia con due rosari in pietre preziose. Attraverso questo legame, i baroni Gallelli di Badolato costituiscono la sola casata calabrese direttamente congiunta a una dinastia principesca romana che conta un Pontefice tra i propri antenati, vantando inoltre parentele con i Principi Barberini e altre casate del patriziato romano. La casata dei Cenci affonda le sue radici storiche nella gens Cincia di epoca romana (di cui si ricordano Marco Cincio Alimento, promotore della Lex Cincia de donis et muneribus, e Lucio Cincio Alimento). Nel corso dei secoli, il casato ha espresso Cardinali, Legati Pontifici, Governatori, Podestà, esponenti del clero, uomini d'arme, intellettuali e diplomatici al servizio dello Stato della Chiesa. Durante il Medioevo, diversi membri hanno assunto ruoli istituzionali apicali a Roma, quali Senatore e Prefetto dell'Urbe. Già suddivisa in più rami nell'XI secolo, la famiglia vanta carte d'archivio risalenti al XII secolo — oggi reperibili nell'Archivio di Stato di Roma all'interno del Fondo Cenci — che attestano unioni matrimoniali con importanti stirpi romane, inclusi i Crescenzi. Come riportato nelle Memorie storiche intorno alla terra di Tossignano, Giovanni nacque attorno all'860 nel territorio imolese. Avviato alla carriera ecclesiastica, dopo aver ricevuto l'ordinazione diaconale a Bologna dal vescovo Pietro, divenne procuratore dell'arcivescovo di Ravenna Cailone. I suoi frequenti incarichi diplomatici a Roma come legato gli permisero di consolidare forti legami con l'aristocrazia dell'Urbe, in particolare con il superista Teofilatto dei conti di Tuscolo (c. 860 – c. 924) e la consorte Teodora. La protezione dei conti di Tuscolo fu determinante per la sua scesa clericale: fu infatti per loro intercessione che Papa Sergio III (904-911) lo designò vescovo di Bologna, cattedra su cui tuttavia non s'insediò mai. Nel 904, alla morte di Cailone, Giovanni subentrò alla guida della prestigiosa arcidiocesi di Ravenna, tenendola dal 905 fino all'ascesa al pontificato. Creato cardinale da Sergio III nel 907 (con titolo presbiteriale non pervenutoci), Giovanni fu eletto al Soglio Pontificio tra la fine di marzo e i primi di aprile del 914. Tale elezione violava la norma del Concilio di Nicea I (decreto conciliare XV) che impediva il trasferimento di un vescovo da una sede all'altra. Nonostante le perplessità sollevate dall'irregolarità canonica in un clima politico segnato dai conflitti tra fazioni romane, la determinazione del console Teofilatto e del suo entourage prevalse sul quadro normativo dell'epoca. (Fonte: Wikipedia – Papa Giovanni X). A cura di Mattia Ferri.

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