CRONACA DI BADOLATO

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legali dei baroni Gallelli di Badolato impugnano la sanzione amministrativa di circa 1000 euro per un incendio doloso sui loro terreni nel 2024
31/08/2026
E' notizia di oggi che i legali dei baroni di Badolato hanno presentato un articolato ricorso giurisdizionale, per opporsi all'ordinanza di pagamento di circa 1.000 euro. Il provvedimento sanzionatorio oggetto del contenzioso, recante il numero 528016 ed emesso in data 24 giugno 2026 a firma del dirigente regionale Domenico Maria Pallaria e dell'avv. Armando Neri, è stato ritirato presso gli uffici postali di Badolato lo scorso 26 agosto 2026. Nel testo dell'ordinanza, la Regione Calabria addebita ai baroni di Badolato "omessa vigilanza e carenza di manutenzione" per l'incendio doloso appiccato il 2 luglio 2024 dai soliti ignoti (ma in verità ben noti alle forze dell'ordine). In realtà il rogo di natura dolosa di vaste proporzioni si è originato dalle sterpaglie selvatiche secche, vegetazione spontanea ad alto rischio combustione, materiale vegetale degradato che delimita il demanio (ovvero la strada comunale di Badolato) interessando solo successivamente parte della tenuta Gallelli (come documentato dalle denunce, dalle foto e dalle cronache locali dell'epoca, vedi): https://www.badolatonews.it/incendio-doloso-a-tenuta-pietranera-dei-baroni-di-badolato/n/202205462 Secondo i legali dei baroni di Badolato il provvedimento regionale, ignora quindi i principi cardine sanciti dalla Legge Quadro sugli incendi boschivi (Legge n. 353/2000) e dall'articolo 2051 del Codice Civile in materia di custodia dei beni. Nel corposo dossier predisposto dal collegio difensivo, la richiesta di annullamento integrale in via d'urgenza e le contestuali azioni di denuncia poggiano su tre pilastri giuridici invalicabili: • Piena Titolarità Demaniale dell'Area di Innesco: Come documentato dai rilievi tecnici ed alimetrici, le fiamme non hanno fatto la propria comparsa all'interno della proprietà privata, bensì lungo le pertinenze e il ciglio della strada comunale. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 14 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), l'onere assoluto di pulizia, bonifica, taglio della vegetazione secca e rimozione delle sterpaglie ad alto rischio combustione spetta in via esclusiva all'ente proprietario e gestore della via (il Comune), e non ai privati confinanti, in assenza di preventivi e specifici ordini sindacali notificati contra personam. • Origine Dolosa ed Efficacia del Caso Fortuito: L’incendio del 27 luglio 2024 non si è generato per autocombustione o negligenza, ma è stato innescato da ignoti con acclarata e deliberata matrice criminosa. Nella giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione, l'atto illecito compiuto da terzi integra gli estremi del "caso fortuito", un fattore esterno di forza maggiore del tutto idoneo a spezzare in via definitiva qualsiasi nesso di causalità tra la presunta condotta del proprietario del fondo e l'evento dannoso. • Assoluta Inesistenza di Profili Colposi o Omessivi: L'estraneità dei baroni Gallelli rispetto all'origine e allo sviluppo del rogo risulta formalmente cristallizzata dalla dettagliata denuncia-querela che lo stesso barone Ettore Gallelli di Badolato, aveva provveduto a sporgere presso le autorità inquirenti in data 27 luglio 2024, segnalando la presenza di inneschi dolosi posti su suolo pubblico a ridosso del confine delle proprie terre. "È quindi giuridicamente inaccettabile pretendere di trasferire sui privati cittadini i compiti di vigilanza, custodia e bonifica spettanti in verità alla Pubblica Amministrazione sul demanio stradale, né tantomeno addossare loro la responsabilità per i reati dolosi commessi da ignoti su vie pubbliche", sottolineano i legali della famiglia. Con l'impugnazione dell'atto, la controversia passa ora al vaglio delle magistrature competenti, chiamate a pronunciarsi sull'immediato annullamento del provvedimento sanzionatorio. I continui e puntuali incendi estivi di natura dolosa, appiccati unicamente sui fondi dei baroni Gallelli in agro di Badolato, non sono casuali, ma sono invece frutto di una precisa strategia estortiva (come infatti si legge nelle numerose denunce presentate dai latifondisti). Coloro che appiccano incendi unicamente ed esclusivamente sulle terre del casato, lo fanno col solo fine strumentale di denunciare poi i baroni di Badolato alla Pubblica Amministrazione (per presunta negligenza) nel tentativo di far emettere multe e sanzioni contro di loro. In foto castello Gallelli di Badolato. A cura di Mattia Ferri.

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