CRONACA DI BADOLATO

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Tradizionale festa a castello Gallelli per il compleanno del Barone di Badolato
14/08/2026
Festa a Castello Gallelli per i 53 anni del Barone di Badolato. Una serata speciale che ha saputo unire semplicità e tradizione storica, confermando la dimora della famiglia come punto di riferimento sociale e culturale per l'intero territorio. Il castello, con le sue torri secolari, ha infatti ospitato un evento raffinato ma allo stesso tempo semplice, capace di raccogliere intorno al Barone una comunità intera e ospiti provenienti da diverse parti della Calabria e non solo. L’atmosfera era quella di un ritorno alle origini, dove ogni dettaglio, dalla scenografia alle portate della cena, raccontava una storia di tradizioni radicate e di un amore profondo per la propria terra. Molti gli auguri giunti da parenti, amici stretti, membri della nobiltà italiana, nonché ambienti della Santa Sede (essendo il barone dal 2014 Parafreniere Pontificio di Sua Santità, prestigiosa nomina che gli è valsa anche il titolo di Conte Palatino). La celebrazione è iniziata nel tardo pomeriggio, con l’arrivo degli invitati accolti dalle fiaccole posizionate lungo i viali, tra le suggestive merlature del castello, e all’ingresso tra le armature lucenti. Il convivio ha visto protagonista un’accurata selezione gastronomica tesa a esaltare le eccellenze calabresi, proponendo ricette della tradizione reinterpretate in chiave moderna. Il percorso culinario, impreziosito da un’armoniosa selezione di vini d'eccellenza delle tenute locali, ha conquistato i presenti, facendo da sottofondo a piacevoli conversazioni incentrate sui ricordi storici della comunità e sui progetti futuri rivolti allo sviluppo del territorio. Il Barone Ettore Gallelli di Badolato è noto per il suo impegno attivo nella promozione culturale e sociale del territorio. Negli ultimi anni ha organizzato numerose iniziative: dall’apertura al pubblico del castello per visite guidate ed eventi culturali, fino alla collaborazione con enti locali per progetti di recupero e valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Nel 2006 il barone ha inoltre fondato il Club calabrese per la caccia alla volpe a cavallo (il solo circolo nel meridione per la pratica di questo elitario sport equestre), diventandone Presidente fondatore e Master. Eventi sportivi e tradizionali come le simulazioni di caccia alla volpe a cavallo attirano appassionati da altre regioni e persino dall’estero, portando visitatori a Badolato, aumentando la visibilità del borgo e promuovendo il turismo rurale ed equestre. I visitatori coinvolti nel club usufruiscono dei servizi locali (alloggi, agriturismi, ristoranti, commercio di prodotti tipici e souvenir), mentre l'attività legata al club valorizza i sentieri, i boschi e le campagne nei dintorni di Badolato, incentivando la cura del paesaggio e generando lavoro stagionale e continuativo per maniscalchi, veterinari e istruttori di equitazione. Inoltre il casale (Club House) arredato a tema di caccia alla volpe a cavallo, in stile Old England, è fruibile per turisti, i quali scelgono la struttura in estate per le sue eleganti atmosfere Vottoriane. Un impegno concreto verso la valorizzazione del territorio che si arricchisce continuamente di nuove iniziative: infatti il 1° agosto 2026, a seguito del conseguimento del titolo di Istruttore Equestre ENGEA, il Barone ha fondato la nuova Scuola di Equitazione di Castello Gallelli, polo formativo e sportivo destinato ad ampliare l'offerta equestre ed esperienziale della tenuta. Il barone Ettore Gallelli di Badolato, Conte Palatino (all’anagrafe Ettore Gallelli Benso de Salazar di Badolato), nasce a Trieste il 13 agosto 1973, figlio del barone Vittorio (1939-2016) e della nobile Daniela Benso. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche con un elaborato dedicato all’imprenditoria femminile in Calabria, ha perfezionato la sua formazione conseguendo una specializzazione in Diritto Nobiliare, Araldica e Cerimoniale presso la Pontificia Università Regina Apostolorum. Dividendosi tra le sedi di Roma, Torino e Badolato, don Ettore appartiene a una secolare dinastia feudale e latifondista di origine dalmata, nativa di Zara e già documentata nel censimento della nobiltà del 1283. Nel corso dei secoli il cognome di famiglia è apparso nelle fonti storiche attraverso diverse varianti e grafie (Gallellus, Gallus, Gallis, Gallello, Galleli e infine Gallelli), identificando un casato capace di distinguersi tanto nel settore agricolo e imprenditoriale quanto negli ambiti militare, ecclesiastico, politico e accademico. Tra le figure di spicco degli albori familiari si ricordano Lampridio, nominato primo vescovo di Zara il 17 ottobre 1174, e Kolan, che nel 1340 ottenne da re Lodovico I la concessione dei titoli di Conte di Pago e Nona. L'insediamento in Calabria e la nascita del Baronato Attorno al 1598 la casata si trasferì nella Calabria Ultra, acquisendo estesi possedimenti, diritti feudali e gradi militari. L'arrivo a Badolato avvenne sul finire del Cinquecento con Francesco, epoca a cui risale il primo nucleo di Palazzo Gallelli al borgo (sito al civico 13 di via Gallelli) e il quartiere circostante destinato alle maestranze di fiducia. Il 25 novembre 1658, con don Luca, la famiglia ottenne l'investitura ufficiale del titolo di Baroni di Badolato. In questo medesimo arco temporale prese avvio la progressiva strutturazione fondiaria che avrebbe dato origine al vasto latifondo storico di famiglia. Iniziative bancarie e industriali: la Banca Gallelli e la Centrale del Romito Nell'Ottocento, il barone Giuseppe Lorenzo Gallelli (1830-1888) latifondista, Cavaliere della Corona d'Italia e primo cittadino di Badolato per diciassette anni , fondò la Banca Gallelli, attiva dal 5 ottobre 1860 al 10 settembre 1946. Cogliendo la totale assenza di istituti di credito lungo il litorale ionico catanzarese, la famiglia reinvestì i proventi dei commerci agricoli per erogare finanziamenti e prestiti a tassi agevolati, sostenendo lo sviluppo economico dell'area. Alla scomparsa di don Giuseppe Lorenzo, la gestione passò senza scossoni al figlio, il barone don Pasquale Gallelli (1866-1946). Anch'egli Cavaliere della Corona d'Italia, Capitano del Reggimento "Nizza Cavalleria" e sindaco di Badolato per un diciassettennio, don Pasquale diversificò gli investimenti finanziari realizzando nel 1920, a proprie spese e su terreni di proprietà nel comune di Isca sullo Ionio, la celebre Centrale idroelettrica del Romito. L'impianto fornì energia elettrica ai comuni di Badolato, Isca, Santa Caterina e Sant'Andrea, oltre che a numerose imprese private, rimanendo di proprietà della famiglia fino alla nazionalizzazione ENEL del 1966. L'attività della Banca Gallelli si concluse con la morte del barone Pasquale nel settembre del 1946. Alleanze matrimoniali e prestigio pontificio Nel corso delle generazioni, i Gallelli hanno stretto legami di parentela con importanti casate nobiliari e aristocratiche: dai marchesi Alemanni di Catanzaro ai principi Ruffo della Scaletta (con conseguenti connessioni parentali con la Casa Reale del Belgio), oltre ai Marincola, ai marchesi de Riso, ai duchi Morbilli di Frosolone, e più di recente alle famiglie de Salazar, Benso e Corsi di Turri e Moggio. Nel 2007 don Ettore ha sposato a Roma la nobile Isabella dei baroni Corsi di Turri e Moggio (figlia del nobile Stefano e della principessa Fabiola Cenci Bolognetti di Vicovaro). La discendenza della sposa annovera pontefici come Papa Martino V Colonna, Papa Urbano VIII Barberini e Papa Giovanni X Cenci, oltre a storiche famiglie romane e della nobiltà europea (Asburgo-Lorena, Hohenlohe-Bartenstein, de Sangro, del Balzo, Caracciolo, Pignatelli, Doria e de' Medici). Grazie a questo solido radicamento nelle dinamiche della nobiltà pontificia, il 25 novembre 2014 il barone è stato accolto nel corpo dei Parafrenieri Pontifici di Sua Santità, dediti al servizio di anticamera in Vaticano. Da questo matrimonio è nato a Roma, nel 2010, Lorenzo Gallelli Benso de Salazar di Badolato, dodicesimo barone di Badolato. Attività imprenditoriali, editoriali e di tutela patrimoniale Fin dal 1991, all'età di 18 anni, don Ettore ha iniziato ad affiancare il padre Vittorio nella conduzione della storica azienda agraria di famiglia (attiva ininterrottamente dal 1589 per 11 generazioni). Oggi la proprietà si estende per circa 630 ettari su cinque comuni della provincia di Catanzaro, dedicata alle colture di olio extravergine d'oliva, cereali, foraggi e risorse boschive. Nel corso degli anni, il barone ha promosso diverse iniziative culturali, sportive e recettive: • 2003: Ingresso nel Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. • 2006: Fondazione del Club Calabrese per la caccia alla volpe a cavallo (10° in Italia e unico nel Meridione), con la ristrutturazione di un antico frantoio trasformato in club house in stile britannico. • 2008: Avvio del marchio Castello Gallelli Grandi Eventi per la ricettività di gala e apertura dell'agriturismo di famiglia. • 2009: Creazione della casa editrice Ettore Gallelli-Editore, specializzata in opere genealogiche e nobilari (tra cui il Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, l'Albo d’Oro, il Calendario di Gotha e il Libro d’Oro della Nobiltà Melitense). • 2012-2014: Promozione di collezioni d'arte contemporanea (tra cui spicca la monumentale scultura equestre collocata nella tenuta) e rifondazione a Roma del Collegio Araldico Romano. • 2016-2017: Subentro nella gestione aziendale alla morte del padre; recupero legale di 9 fondi agricoli con la reintroduzione del grano antico Senatore Cappelli (in collaborazione con la filiera Mulinum San Floro); allestimento presso il castello della più grande collezione privata di armature rinascimentali del Sud Italia e riordino della Biblioteca di famiglia. • 2018-2020: Avvio dell'allevamento di cani da pastore maremmano-abruzzese e avvio delle attività di apicoltura per la tutela dell'ecosistema locale. • 2022: Nomina a Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. • 2023-2025: Ampliamento e ammodernamento delle strutture del parco con nuovi impianti d'illuminazione, campi sportivi e la realizzazione del campo di pratica equestre (90x20 m), affiancati dalla costante tutela legale del patrimonio fondiario di famiglia. • 2026: Creazione della scuola di equitazione a castello Gallelli. Note fonti: • Storia dei baroni Gallelli di Badolato (Bruno Russo, 2012) • Annuario della Nobiltà Italiana (Dr. Andrea Borella, edizioni 2006-2021) • Storia di Badolato dal 1080 al 2009 (Prof. Antonio Gesualdo, 2009) • Articolo a cura di Enrico Grosso

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